Nasce la Faculty Groin Pain

 

26/10/2015

L’ultima edizione del Congresso Nazionale SIA tenutasi a Marina di Carrara dal 21 al 23 ottobre 2015 ha visto la nascita di una nuova Faculty dedicata al groin pain. Il groin pain è un argomento tanto dibattuto quanto spinoso , ma il vero paradosso in quest’ambito è rappresentato dal fatto che , nonostante l’enorme interesse suscitato dall’argomeno e l’altrettanto imponente numero di lavori scientifici ad esso dedicati, in letteratura impera ancora  un clima di enorme confusione, sostanzialmente sotto ogni punto di vista. Siamo ancora molto lontani infatti da una qualsivoglia forma di consensus sia per ciò che riguarda la classificazione tassonomica dei vari quadri clinici che concorrono all’insorgenza di un quadro di groin pain,  sia  per ciò che concerne un consensus nell’ambito della valutazione clinica e dell’indagine d’imaging. Per questo motivo il primo obiettivo che la neo-nata faculty si propone è appunto  quello di organizzare un consensus , previsto nella prima settimana di febbraio p.v, durante il quale verranno presentati due fondamentali documenti consistenti, il primo in un consensus tassonomico ed il secondo in un consensus diagnostico, sia clinico che d’imaging. Questi due documenti rappresenteranno un primo punto  di partenza sulla quale fondare, su solide  e condivise basi , i futuri progetti della neo-nata faculty. Sempre nell’ambito della sede congressuale di Carrara si è anche svolta la prima sessione dedicata alla Groin Pain Syndrome (GPS) organizzata dall’omonima faculty, che ha visto l’intervento di Raul Zini, Gian Nicola Bisciotti, Francesco Di Marzo, Alessio Auci e Furio Danelon. Riportiamo di seguito una brevissima sintesi degli interventi dei vari relatori.

Raul Zini, oltre a presentare, in qualità di presidente, la neo-nata faculty, ha focalizzato il suo intervento sull’associazione del femoroacetabular impingement  e le patologie del canale inguinale, sottolineando il concetto che il FAI, soprattutto sotto forma di CAM-FAI, possa essere il primum movens dell’insorgenza di una debolezza della parete posteriore del canale inguinale che, a sua volta, può esitare in ernia franca.

Gian Nicola Bisciotti ha illustrato la necessità di un consensus di classificazione tassonomica e di diagnosi clinica e di imaging, che possano, non solamente nell ‘immediato fare chiarezza nell’ambito della GPS, ma altresì fornire  una base di studio comune per il futuro. Il relatore ha poi mostrato, seppur a grandi linee, alcune parti-chiave dei due documenti di consensus che verranno prossimamente presentati, soffermandosi su alcuni punto chiave di questi ultimi.

Francesco di Marzo, ha illustrato la tecnica chirurgica laparoscopica, mostrando nel contempo una serie di risultati chirurgici effettuati con il suo gruppo di lavoro confrontadoli con i dati ritrovabili in letteratura. Il relatore ha ribadito la forte associazione ritrovabile tra CAM-FAI e patologie inguinali. Inoltre, nel corso della relazione si è fatto accenno all’interessante progetto di creazione di un “App” dedicata alla GPS quale interessante ed innovativo strumento di studio .

Alessio Auci, ha affrontato l’aspetto radiologico della Groin Pain Syndrome. Il relatore ha illustrato i diversi mezzi d’indagine sottolineando in particolare la differente specificità e sensibilita della radiologia tradizionale, dell’esame ecotomografico e di quello di risonanza magnetica. In particolare, nel corso della relazione si è voluto sottolineare il fatto che i tre esami sopramenzionati non debbano essere intesi, come solitamente in senso tradizionale si è in uso fare , come esami di primo e secondo livello, bensì come indagini d’imaging tra loro complementari, ognuno  in  grado di fornire importanti, quanto diverse, informazioni che si rivelano nella loro totalità e globaltà essenziali ai fini della formulazione di una corretta diagnosi.

Infine, Furio Danelon ha focalizzato il suo intervento sull’aspetto riabilitativo della GPS, effettuando un’attenta e chiara disamina delle evidenze, invero purtroppo non moltissime, ritrovabili ad oggi in letteratura. Il relatore ha inoltre affrontato il non facile tema del trattamento medico della GPS, sempre facendo riferimento a ciò che l’EBM è in grado, ad oggi, di offrirci in quest’ambito.

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